|
RASSEGNA STAMPA
16 giugno 2007
SAN GIORGIO A LIRI - Letizia ha bisogno
di noi! . Questa è la storia di una bambina di quasi
quattro anni il cui lieto fine possiamo contribuire a
scrivere tutti noi. Letizia Pifi, figlia di un noto
musicista della zona, è nata il 31 luglio 2003 da
Luciano e Annalisa con un parto naturale senza
complicazioni, raggiungendo così Desirèe nella famiglia
che risiede a San Giorgio a Liri. La sua crescita è
pressoché regolare e dal settembre 2006 comincia a
frequentare la scuola dell'infanzia e tutto sembra
ancora normale, quando alla vigilia del Natale 2006
viene colpita da convulsioni febbrili, che si
ripeteranno all'inizio del 2007. Gli effetti delle
convulsioni sembrano non lasciare traccia, se non in una
persistente perdita di equilibrio estemporanea e senso
di spossatezza, giustificabili con l'assunzione di
Valium durante le cure ma che a distanza di tempo, fine
gennaio inizio febbraio 2007, non cessano, anzi si
accentuano. I genitori si rivolgono al San Raffaele di
Cassino dove vengono prescritti subito accertamenti
diagnostici dettagliati che condurranno dopo varie tappe
e passando per vari ospedali ad una terribile diagnosi.
Dopo i test anti-celiachia svolti al Sant'Andrea di Roma
è la volta del San Raffaele di Roma, dove il 3 maggio
2006 viene effettuata su Letizia Pifi una risonanza
magnetica encefalica e la realtà appare per quella che
è: si sospetta una forma di leucodistrofia detta
metacromatica, patologia degenerativa per il fatto che
il bambino che ne viene colpito perde progressivamente
le funzioni vitali come quelle del camminare, parlare,
la vista, l'udito e le facoltà cognitive fino a che
l'individuo si spegne, entra in uno stato vegetativo e
muore. A quel punto è chiaro che la situazione è grave e
non c'è tempo da perdere. Il 9 maggio Letizia viene
ricoverata all'ospedale Gaslini di Genova dove dopo 10
giorni e gli esami del caso la diagnosi viene
confermata. Esclusa quasi subito l'ipotesi del trapianto
di midollo, mediante la rete informatica la famiglia
scopre che a Camden (New Jersey) una ricercatrice
italiana, la dottoressa Paola Leone ha messo a punto una
terapia genica sperimentale che potrebbe bloccare le
conseguenze degenerative di questa malattia. Subito
contattata, la ricercatrice si conferma disponibile a
mettere a parte dei suoi studi anche Letizia. Nei giorni
scorsi si è costituito un comitato "Aiutiamo Letizia"
che, per sostenere il viaggio e il lungo soggiorno della
famiglia Pifi negli Usa: sta lavorando non solo sulla
nostra provincia con raccolta di fondi porta a porta e
tramite salvadanai collocati in molti punti vendita,
oltre che con richieste agli enti comunali e pubblici,
convinto che quello negli Usa non sia un viaggio della
speranza, ma un'altra strada da percorrere prima di
gettare la spugna. Per Letizia. Per tutti gli altri
bambini che come lei devono avere la possibilità di
cercare di farcela. E per il cammino che la scienza e la
ricerca potranno fare al fine di conoscere meglio e
dunque sconfiggere questo genere di patologie. Ecco
perché si chiede di contribuire alla raccolta dei fondi
in atto. I versamenti, fattibili sul conto corrente
dell'Associazione "Aiutiamo Letizia" n° 1367/02 Monte
dei Paschi di Siena cin F abi 01030 cab 74310, e quelli
dall'estero vanno preceduti da it 98, sono liberi e
finalizzati alla causa indicata nello statuto del
Comitato che è pubblicato sul sito
www.aiutiamoLetizia.it insieme ai dati legali e a tutte
le altre modalità possibili per aiutarci.
Romina
D'Aniello
indietro |